HERMANN HESSE - Estate
Improvvisamente fu piena
estate.
I campi verdi di grano, cresciuti e
riempiti nelle lunghe
settimane di piogge,
cominciavano a imbiancarsi,
in ogni campo il papavero
lampeggiava
col suo rosso smagliante
La bianca e polverosa strada maestra era arroventata,
dai boschi diventati più scuri risuonava più spossato,
più greve e penetrante il richiamo del cuculo,
nei prati delle alture, sui loro flessibili steli,
si cullavano le margherite e le lupinelle,
la sabbia e le scabbiose, già tutte in pieno rigoglio
e nel febbrile, folle anelito della dissipazione
dell'approssimarsi della morte
perché a sera si sentiva qua e là nei villaggi il chiaro,
inesorabile avvertimento delle falci in azione.
HEINRICH HEINE - CREPUSCOLO
Sulla pallida spiaggia
giacevo,
solitario dai tristi pensieri.
Declinava al tramonto nel
mare
il sole, gettando sull'acqua
vivi sprazzi di porpora ardente;
ed i
candidi flutti lontani,
sospinti dall'alta marea,
venivan spumando
frusciando
più presso, più presso...
Uno strano gridare, un brusìo
e
sibili e murmuri e risa,
un sospirare, un ronzare:
e, frammezzo, un
sommesso cantare
di cune dondoleggiate.
Riudir mi parea le
obliate
leggende, le fiabe soavi
di tempi remoti, che bimbo
mi seppi
dai bimbi d'accanto,
allor che nei vesperi estivi
ci acquattavam sui
gradini
dinanzi alla porta di casa
per cinguettarci sommessi
le storie,
coi piccoli cuori
protesi in ascolto, con gli occhi
astuti di
curiosità,
mentre le bimbe più grandi,
dalle finestre di fronte,
tra
vasi olezzanti di fiori
sporgevano i volti di rosa
ridenti alla luce
lunare.
A presto