1.5.13

1° Maggio



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Poesia 1 maggio -
di Renzo Pezzani



-
Il lavoro -
 
Oh, si, chi lavora è felice!
Lo dice il martello, lo dice
la pialla, la vanga, la sega,
ché, lavorando, si prega.

Chi 'non lavora è scontento
ha l'animo torbido e cupo
e se lo guardi, spavento!
gli vedi due occhi da lupo.


Eh si', chi lavora e' davvero felice.
Mai come in questo periodo tale affermazione e' cosi giusta.
Questa poesia mi ha colpito perche' in cosi' poche righe riesce a descrivere cosi' bene la nostra situazione nazionale dal punto di vista sociale.
E soprattutto quella della mia figlia.

 


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Il contadino
Anonimo
 
 
Porta sull' ampie spalle il suo fardello,
la zappa luccicante ed il piccone,

cammina fischiettando una canzone
mentre lo bacia in fronte il sol novello.
Sorride alla campagna circostante
che lo vide ogni giorno alla stess'ora,
saluta con lo sguardo le sue piante
e il fertile terreno che l'onora.
Poi si accinge al lavoro con fermezza,
senza indolenze, senza un sol lamento:
passa fra l'erbe susurrando il vento,
che scompiglia i capelli e li accarezza.
A mezzogiorno, smette di zappare
per la parca, affrettaia colazione;
poi ricomincia sotto il solleone

con maggiore entusiasmo a lavorare.
Finché viene la sera...



Con affetto  a mio suocero.



 
Un bacio Antonella.

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